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COMUNE DI FAENZA
Premio Europa 1968

Settore Sviluppo Economico


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Attenzione: dal 1 gennaio 2015 lo Sportello unico per le attività produttive
è gestito dall'Unione della Romagna Faentina

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Il regolamento del Comune di Faenza (in vigore fino al 31.12.2014)

Regolamento di ordinamento degli uffici e dei servizi - Istituzione e organizzazione dello Sportello unico per le attività produttive


ART. 1 ISTITUZIONE E FINALITÀ

1. Presso il Settore Sviluppo Economico è istituito lo Sportello unico per le attività produttive, ai sensi del D.Lgs. 112/1998, del DPR 447/1998 e successive modificazioni e integrazioni.

2. Le finalità dello Sportello unico per le attività produttive sono:

  1. coordinare i sub procedimenti connessi alla realizzazione (localizzazione, ristrutturazione, ampliamento, cessazione, riattivazione, riconversione, esecuzione di opere interne, rilocalizzazione) e all’avviamento delle attività degli impianti produttivi di beni e servizi;
  2. perseguire il miglioramento continuo del servizio prestato attraverso:
  1. la semplificazione continua del procedimento, dei sub procedimenti e della modulistica di supporto,
  2. l’unificazione dei sub procedimenti che deve essere costantemente ricercata e costruita all’interno dell’Ente e nei rapporti con le altre Pubbliche Amministrazioni coinvolte,
  3. l’integrazione del cittadino/utente nel processo di erogazione del servizio,
  4. l’introduzione graduale del Sistema Qualità per la gestione del procedimento e dei sub procedimenti;

c) fornire informazioni nell’ambito del territorio presidiato relativamente:

  1. al procedimento di realizzazione di impianti e avviamento dell’attività economica,
  2. alle opportunità e alle agevolazioni per l’insediamento e lo svolgimento delle attività economiche,
  3. alle incentivazioni a favore del lavoro autonomo e dipendente;

d) costruire strumenti e sviluppare iniziative di promozione del territorio per favorire l’insediamento di nuove imprese innovative, ricercando la cooperazione e l’integrazione degli Enti, che operano, con i medesimi obiettivi, su aree territoriali più vaste.

Art. 2 ORGANIZZAZIONE

1. Il Comune di Faenza, pur promuovendo forme di collaborazione con altri Enti locali, soprattutto nell’ambito provinciale, esercita singolarmente le funzioni amministrative previste dall’art. 23 del D.lgs. 112/98 nel rispetto dei principi precisati dall’art. 1 del presente regolamento.

2. La struttura deputata a gestire lo Sportello unico per le attività produttive è presieduta dal Comitato di direzione per lo sportello unico.

3. Il Comitato di direzione per lo sportello unico è formato dal Capo Settore Sviluppo Economico, che lo presiede, dal Capo Settore Lavori Pubblici e dal Capo Settore Territorio. Con decreto sindacale, su proposta del Comitato di direzione per lo sportello unico, possono essere nominati ulteriori membri qualora se ne ravvisi la necessità.

4. Il Comitato di direzione per lo sportello unico, nel rispetto delle finalità di cui al comma 2 dell’art. 1, ha il compito di:

  1. programmare e mettere a disposizione dello Sportello unico per le attività produttive le risorse necessarie al suo funzionamento;
  2. coordinare le attività degli addetti dello Sportello unico per le attività produttive;
  3. sovrintendere alla revisione e all’integrazione di procedimenti nel rispetto dei principi di cui all’art. 3 del presente regolamento;
  4. programmare le iniziative di miglioramento continuo del servizio reso;
  5. valutare l’andamento gestionale dello Sportello unico per le attività produttive e redigere un apposito "Rapporto";
  6. curare i rapporti con gli altri Enti, Comuni e altre Pubbliche Amministrazioni, coinvolti nel procedimento al fine di perseguire la massima integrazione delle modalità di gestione del procedimento stesso;
  7. riunirsi almeno una volta a quadrimestre.

5. Il Capo Settore Sviluppo Economico in qualità di presidente del Comitato di direzione per lo sportello unico di cui sopra è responsabile dei compiti stabiliti dalle normative sullo sportello unico per le attività produttive e, in particolare:

  1. della nomina dei responsabili dei procedimenti,
  2. dell’emissione degli atti di assenso e di diniego a conclusione dei procedimenti,
  3. della proposta al Sindaco di indire la Conferenza di servizi,
  4. dell’eventuale trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica.

6. I dirigenti dei Settori di cui al comma 3, assicurano la presenza di proprio personale a momenti collegiali di istruttoria del procedimento e di confronto con gli utenti, da tenersi presso lo Sportello unico per le attività produttive secondo le cadenze che verranno ritenute necessarie.

7. I momenti collegiali di cui al comma 6 del presente articolo potranno essere progressivamente allargati alla partecipazione delle altre Pubbliche Amministrazioni coinvolte nel procedimento sulla base di specifici accordi.

8. I dirigenti della struttura comunale assicurano la massima collaborazione al Comitato di direzione per lo sportello unico e agli addetti dello Sportello unico per le attività produttive anche attraverso il proprio personale.

ART. 3 - Principi generali per la gestione dei procedimenti di competenza dello Sportello unico per le attività produttive

1. Nell’espletamento dei procedimenti di sua competenza l’attività dello Sportello unico per le attività produttive si uniformerà ai seguenti principi:

  1. soppressione di quelle fasi procedimentali che comportino costi più elevati dei benefici conseguibili, con divieto quindi di aggravare in alcun modo il procedimento;
  2. trasparenza del procedimento che si esplica in particolare con l’adozione di un atto motivato in caso di conclusione negativa e, in caso di conclusione positiva, con la semplice comunicazione dell’esito contenente le fasi ricognitive e autorizzatorie espletate;
  3. autorità in capo al responsabile del procedimento di modificare l’iter ordinario al fine di perseguire celerità e semplificazione dello stesso;
  4. massima disponibilità e informalità nei rapporti con gli utenti da parte di tutti gli operatori coinvolti nello Sportello unico per le attività produttive, pur nel rispetto della certezza amministrativa del procedimento, al fine di perseguirne celerità e snellezza;
  5. ricerca della massima integrazione delle modalità di gestione del procedimento e dei sub procedimenti, con gli altri Comuni della Provincia e con le altre Pubbliche Amministrazioni coinvolte;
  6. collaborazione con i suddetti Enti e ricerca di tutte le sinergie volte a migliorare il servizio per gli utenti e l’efficienza organizzativa dei pubblici uffici.

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La delibera di approvazione (47 Kb documento PDF)

 

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Aggiornata al 23 febbraio 2010